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Approfondimento GDO e Coronavirus

Coronavirus, corsa all’acquisto ha fatto registrare un +8,34% per le vendite della GDO

L’emergenza scatenata dal diffondersi del Coronavirus ha avuto un impatto evidente anche sugli acquisiti all’interno di supermercati e punti vendita. Le immagini andate in onda nelle principali edizioni del TG o all’interno dei programmi di approfondimento hanno mostrato l’assalto dei clienti all’acquisto delle derrate alimentari e dei beni di prima necessità. A differenza di qualche settimana, giungono le prime stime, che restituiscono lo specchio della corsa all’acquisto di qualche giorno fa nella realtà dei supermercati italiani. Stando ai dati diffusi dalla multinazionale Nielsen, nella settimana dal 17 al 23 febbraio, la Grande Distribuzione Organizzata ha subito un incremento pari all’8,34%, se paragonato al medesimo periodo nel 2019. Inoltre, il numero acquista una rilevanza maggiore, se si tiene conto che la corsa all’acquisto ha avuto inizio nel pomeriggio della domenica; pertanto, il dato è il risultato di un periodo di vendita ancora minore, poche ore, rispetto alla settimana completa. Nonostante l’assenza di dati disponibili al momento, la Nielsen ha stimato come nei giorni successivi, in particolare dal 24 febbraio al 1 marzo, le insegne hanno realizzato nei confronti dei propri fornitori ordini in un numero superiore a quello previsto in periodi di picco massimo di acquisti, nei giorni che precedono le festività più importanti. Nonostante il periodo di imprevista emergenza, i canali di organizzazione e distribuzione degli approvvigionamenti, sottoposti ad uno stress rilevante, hanno fornito un’ottima risposta, fronteggiando al meglio l’urgenza del momento.

GDO, vendite online alle stelle all’inizio del 2020.

Vendite online della distribuzione moderna in netta crescita anche per il mese statistico di gennaio, che copre il periodo dal 29 dicembre al 26 gennaio. L’incremento registrato è stato del 39,1% rispetto al medesimo periodo del 2019, toccando una cifra pari a 55,8 miliardi di euro. Inoltre, il risultato totale fatto registrare nel periodo febbraio 2019 – gennaio 2020 ha consegnato un valore pari a 611,7 milioni, a fronte dei 596 milioni del mese di dicembre. I dati ottenuti nell’ultimo anno hanno permesso di superare, per la prima volta, i 600 milioni di euro. Mattia Cugini, Product Marketing Associate Director di Iri, società che realizza ricerche per OsservaItalia, ha confermato il trend di crescita anche nel 2020, evidenziando nel pet care, pannolini ed integratori alimentari i comparti merceologici più attivi, che hanno fatto rilevare incrementi di oltre il 70%. Anche i liquori, poi, contribuiscono agli aumenti delle cifre rilevate. I private label sono i prodotti che hanno messo in luce le migliori performance e hanno fatto registrare incrementi maggiori, rispetto ai prodotti di marca. Ortofrutta a peso programmato, prodotti freschi e cibi per animali sono i settori traino nel periodo studiato. Continua a leggere blog Alessio Del Vecchio: La motivazione può essere ricercata in un esempio particolare. Nel comparto della drogheria alimentare, infatti, la marca del distributore risente dell’assenza nei settori del caffè macinato e negli integratori, categorie che producono un ampio ricambio. In questo modo, la crescita viene molto limitata. Questa particolare criticità non è una caratteristica esclusiva della vendita online, perché anche nella vendita tradizionale la quota di prodotti private label in questi settori è molto bassa. La differenza è data soprattutto dalla diversa influenza che le due categorie di prodotti hanno sul totale canale. Mattia Cugini, allora, sottolinea come nella vendita tradizionale solo il biologico, soprattutto nel settore del cibo, non abbia fatto registrare un declino. “Ai  prodotti alimentari con certificazione biologica è sempre stato riservato un ruolo importante negli assortimenti dei retailer online, sia in termini di numerosità di referenze, sia per come vengono proposti nei diversi siti online, spesso con pagine dedicate e descrizioni delle referenze atte ad evidenziare questa caratteristica”, spiega Mattia Cugini. Questa particolare attenzione anche nel curare lo “storytelling” alimentare di questi cibi segna un punto a favore del biologico, permettendo a questo settore di non conoscere crisi. Infine, ancora l’esperto di Iri, Mattia Cugini, afferma che “nell’online il peso in fatturato dei prodotti biologici sul totale food è quasi doppio rispetto al fisico, con una crescita di circa 10 punti percentuali migliore dei prodotti non bio”.

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